Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
Ultimo aggiornamento: 9:09
“Se questa riforma fosse stata attiva quando ho iniziato questa carriera io oggi farei il giudice civile”, così il procuratore di Napoli Nicola Gratteri dialogando con Marco Travaglio spiega le ragioni della sua contrarietà alla separazione delle carriere. Secondo il magistrato si tratta di una riforma pessima, soprattutto per i più deboli: “Un poveraccio che fa fatica ad arrivare a fine mese e non si può permettere avvocati di grido, ha bisogno di un Pm imparziale che sia costretto a fare indagini anche a favore dell’indagato. Per i potenti non cambierà nulla, i poveracci hanno tutto da perdere”.
Da Servillo a Gassmann, da Ovadia a Scamarcio: le motivazioni di chi difende l'indipendenza della magistratura. Giovedì dalle 21 la serata speciale: al teatro Italia (e online) tanti attori registi e intellettuali. A cura di Maddalena Oliva. Testi raccolti da Alessandro Ferrucci, Stefano Mannucci, Federico Pontiggia e Camilla Tagliabue
Washington, 13 mar. (Adnkronos) - Alla fine, Donald Trump disse no a Vladimir Putin. Il dialogo tra il presidente degli Stati Uniti e quello russo si è riacceso la scorsa settimana con una telefonata che Casa Bianca e Cremlino hanno giudicato molto produttiva. La conversazione, incentrata sulla guerra in Iran, è stata seguita a stretto giro da un provvedimento varato dagli Usa: Washington ha rimosso per un mese le sanzioni sul petrolio russo, diventato merce preziosissima con il blocco dello Stretto di Hormuz attuato da Teheran e il conseguente aumento del prezzo del greggio. Se la revoca delle sanzioni fino al 12 aprile è un assist per Mosca, che per un mese potrà piazzare presumibilmente un numero enorme di barili, Putin deve anche incassare un no categorico dall''amico' Trump.







