Nicola Gratteri arriva a uno dei tre appuntamenti della sua giornata dedicati al referendum sulla riforma della Giustizia. Il procuratore di Napoli evita i giornalisti entrando all'Hotel Continental, ma non si risparmia parlando agli aspiranti magistrati in platea in una iniziativa di Merita, chiamando in causa il capo della loggia P2 e il fondatore di Forza Italia: "Questa riforma della Giustizia ha come ispiratori Licio Gelli e Silvio Berlusconi. Volevano il pubblico ministero con il cappello in mano davanti al giudice, io no". Poi aggiunge: "Questa riforma è voluta da Forza Italia, gli altri si sono aggregati".

E attacca il ministro degli Esteri e vice premier Antonio Tajani, attuale leader azzurro: "Si è fatto scappare in tv che vogliono togliere al pubblico ministero il coordinamento di polizia e carabinieri per spostarli sotto l'egida del governo. Immaginiamo cosa accadrebbe durante le inchieste".

"Oggi – ha proseguito il procuratore di Napoli – io sono per il no e molti dicono Gratteri è di sinistra, Gratteri è del Pd. Ricordo a questi smemorati che c'erano delle intercettazioni telefoniche nelle quali dicevano che io ero fascista, anzi negli ultimi mesi, prima di essere nominato a Napoli, mi definivano nazista. E ora sono del Pd? Mettetevi d'accordo".