«Il film che mi ha spinto a diventare attore è Peppino e Violetta. L’ho visto a quattro anni: è la storia di un orfano e del suo asinello dopo che gli alleati hanno bombardato l’Italia. Mi sono immedesimato molto in lui, al punto che ho pensato di essere io. A fine proiezione il proprietario del cinema mi ha sollevato dicendo: somigli a Peppino, sei Peppino. Come se fossi la star del film. E in quel momento ho pensato che mi sarei potuto abituare a questa attenzione». Sir Ben Kingsley, classe 1943, premio Oscar per Gandhi nel 1983, non ha mai smesso di divertirsi recitando. Nonostante sia stato membro della Royal Shakespeare Company, sperimenta volentieri qualsiasi genere, anche i film di supereroi. Il suo rapporto con la Marvel è cominciato nel 2013 con Iron Man 3, in cui è Trevor Slattery, attore che finge di essere il Mandarino, un pericoloso terrorista. Kingsley ha ripreso il ruolo nel film Shang-Chi e la leggenda dei Dieci Anelli del 2021 e ora nella serie Wonder Man, su Disney +. Questa volta Trevor fa amicizia con un altro attore, Simon Williams (Yahya Abdul-Mateen II), proprio ai provini per un cinecomic.

Come mai continua a interpretare Trevor Slattery?

«È un personaggio che amo molto. Mi trovo bene nei suoi panni: mi basta dire il suo nome per cominciare a parlare come lui. Quando un ruolo ti entra nel Dna, diventando parte della tua memoria, vuol dire che è buono. Amo la Marvel: sono stati davvero generosi con me. Quindi quando mi hanno detto che avrei potuto ritrovare Trevor e farlo muovere a Hollywood ho detto subito sì».