«La prima cosa che ho pensato, leggendo la sceneggiatura, è che fosse stata scritta su di me. Charlie è un uomo che sa cos’è la sofferenza e cerca di aiutare gli altri, gli artisti del circo e, soprattutto, i bambini, con cui ha un rapporto speciale. Ho un’anima da clown anche io, ho fatto tesoro di tutto». Giorgio Panariello torna al cinema con un personaggio cucito su misura, il clown bianco di Incanto di Pier Paolo Paganelli (dal 3 luglio in sala). La figura chiave di una commedia fantasy con Vittoria Puccini, nell’inedito ruolo della villain, perfida istitutrice di un’orfanatrofio d’altri tempi. Il «tutto» citato dall’attore toscano, classe 1960, cresciuto con i nonni in Versilia, comprende anche cose dolorose, come il legame con il fratello Franco, scomparso tragicamente nel 2011, come lui stesso raccontò con toccante delicatezza nel libro Io sono mio fratello.
Giorgio Panariello: «Vi svelo la mia anima da clown»
L’attore tra i protagonisti del fantasy «Incanto» con Vittoria Puccini, una storia ambientata nel mondo del circo. «Ho esordito in un un ruolo drammatico, ne cerco altri»






