La sua prima volta. Dopo aver spalancato con l’arte dell’animazione gli occhi di generazioni di bambine e bambini e adulti, ha fatto un esperimento, ha lasciato l’ideale matita e si è messo a disposizione del teatro. Sì, Enzo D’Alò, regista e sceneggiatore pluripremiato di autentiche perle come “La Freccia Azzurra”, “La Gabbianella e il gatto” e “Momo alla conquista del tempo”, ha calcato le assi di scena. Ha pensato di fare della sua amica Pimpa un musical. La cagnolina a pois che con tutto l’affetto del mondo Francesco Tullio Altan ha messo nelle sue mani trent’anni fa perché potesse regalarla agli spettatori con una serie tv. Un successo clamoroso per piccoli e ragazzi e ora il personaggio che ciascuno vorrebbe circolante a casa propria, corre sul palco con lo spettacolo “Pimpa, il musical a pois”: per il pubblico delle famiglie appuntamento al Teatro Concordia a Venaria lunedì 8 dicembre alle 16 (info@teatrodellaconcordia.it).
Ha una voce leggera D’Alò, con quel che si dice del cinema è raro, non ha timori per l’animazione?
«Una voce senza preoccupazioni, è vero, ma deriva dal fatto che faccio le cose che mi piacciono. L’animazione è ancora più in crisi, hanno ulteriormente stretto i tempi di produzione dall’assegnazione dei bandi: un rischio enorme per registi, produttori. L’animazione versa in una situazione drammatica, ora solo le serie tv perché c’è la Rai resistono. E l’altro imbuto è la distribuzione. Ma il regista d’animazione è discriminato da sempre».







