Torino e le piazze violente, durissimo affondo del Procuratore Generale di Torino Lucia Musti all'inaugurazione dell'anno giudiziario. Contro gli autori degli assalti e degli scontri, ma anche contro una certa «upperclass» responsabile - a suo avviso - di una «benevola tolleranza», di una «lettura compiacente di condotte, che altro non sono che gravi reati», da parte di soggetti i quali, con il loro scrivere, il loro condurre a normalizzazione, il loro agire in appoggio, «vanno a popolare quella che voglio sintetizzare come “area grigia”, di matrice colta e borghese, che dovrebbe per contro svolgere un’illuminata azione di deterrenza, di educazione al vivere sociale e di rispetto delle regole democratiche, riempire i vuoti, le periferie dell’anima».

Askatasuna e le tensioni sociali a Torino

Per Musti a Torino, città attraversata da profonde tensioni sociali negli ultimi mesi quasi tutte riconducibili, nella matrice, ad aree antagoniste vicine o interne al centro sociale Askatasuna (ultimo avamposto in Italia di Autonomia operaia) sgomberato il 20 dicembre scorso, «abbiamo assistito a un’escalation impressionante di comportamenti violenti rivolti nei confronti delle forze dell’ordine che, all’esito di ogni servizio di ordine pubblico, contano i feriti». E fa un elenco di fatti: «Dal 22 settembre al 28 novembre 2025: stazioni Porta Nuova e Porta Susa, sede universitaria Palazzo Nuovo, aeroporto Sandro Pertini, sede Ogr in concomitanza di evento mondiale (Von Der Leyen, Bezos), sede azienda Leonardo, sede della Città metropolitana di Torino, sede del quotidiano La Stampa».