Nel giorno delle terrificanti violenze al corteo pro-Askatasuna che ha messo a ferro e fuoco Torino, nel giorno del brutale pestaggio dell'agente 29enne Alesandro Calista, piove un intervento destinato a pesare come un macigno nel dibattito pubblico. La procuratrice generale del Piemonte Lucia Musti sceglie l’inaugurazione dell’anno giudiziario per lanciare un siluro contro quella borghesia colta, progressista che, a suo giudizio, finisce per coprire e legittimare i violenti. Un attacco frontale al fronte radical-chic che coccola i violenti. Il tutto mentre la città paga l'altissimo prezzo degli scontri e della furia distruttrice degli antagonisti.
Musti parla senza giri di parole di un’"area grigia colta e borghese" che tollera piazze "utilizzate come strumento di lotta". Un atteggiamento che, secondo la toga, non è semplice inerzia ma una responsabilità attiva. A questa parte della società, afferma, spetterebbe "svolgere una illuminata azione di deterrenza e di rispetto delle regole democratiche". Invece accade l’opposto.
ALESSANDRO CALISTA, CHI È L'AGENTE MASSACRATO A TORINO. LE SUE PRIME TOCCANTI PAROLE
La brutalità dei manifestanti pro-Askatasuna a Torino ha lasciato un segno profondo, in particolare quel video ag...












