L'anno giudiziario si inaugura a Torino, con massima allerta per la manifestazione di Askatasuna, prevista nel pomeriggio. La città è blindata, alcuni commercianti hanno scelto di non aprire le loro attività. Intanto al Palazzo di Giustizia arrivano la ministra dell'Università Anna Maria Bernini e la rettrice Cristina Prandi. Presenti anche il governatore Alberto Cirio e il sindaco Stefano Lo Russo.

La ministra Bernini all'inaugurazione dell'anno giudiziario di Torino

"Nel prendere in esame lo stato dell'amministrazione della giustizia - osserva la presidente della Corte di Appello di Torino, Alessandra Bassi - constato che l'analisi dei dati e delle statistiche, nel restituire una realtà connotata da qualche luce e molte ombre, finisce per ridursi a un cahier des doléances. Quando si parla di giustizia - è un passaggio del suo intervento - si è soliti porre l'accento sugli episodi di cosiddetta malagiustizia, concentrare l'attenzione sugli errori giudiziari e denunciare i tempi eccessivamente lunghi di celebrazione dei processi. Non c'è dubbio che l'eccessiva durata dei processi costituisca un gravissimo problema nazionale, fonte di estremo disagio per i cittadini e fattore frenante della crescita economica del Paese. Si parla invece troppo poco delle ragioni della inefficienza della macchina giudiziaria. Alla luce dei dati, le obiettive inefficienze del sistema trovano causa se non esclusiva certamente preponderante delle gravi carenze di risorse umane e, in parte, nella mancanza di adeguate risorse materiali e tecnologiche".