L’immagine che più di tutte rappresenta la posizione del governo Meloni nell’ambito dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2026 è quella relativa alla cerimonia di Milano, durante la quale il Guardasigilli, Carlo Nordio, si è unito all’applauso di decine di magistrati. Lo ha fatto quando il presidente della Corte d’appello di Milano, Giuseppe Ondei, ha affermato che è «inaccettabile» sentire che «i giudici oggi non sono sufficientemente terzi e imparziali perché sarebbero appiattiti sulle richieste del “collega” pubblico ministero».
La parola d’ordine è sempre la stessa: «Fascisti». Non sanno che altro dire e, come un disco rotto, la rievocano ad ogni occasione. La sinistra scende in piazza a Milano, manco a dirlo in piazza XXV Aprile, per protestare contro la presenza degli agenti dell’Ice alle Olimpiadi di Milano-Cortina. E lo fa con un presidio dal titolo «Agenti Ice a Milano? No, grazie» e un coro di fischietti, come quelli che gli americani usano per segnalare la presenza degli agenti Ice.
Boom elettrico della Cina. Petrolio, surplus e sanzioni. L’IEA: fate scorte di minerali critici. Dazi Ue sulle auto elettriche, un autogol. Frenesia e record metalli.
L’attacco è arrivato all’improvviso nella notte tra mercoledì e giovedì scorso quando i jihadisti dello Stato islamico, usando droni e mortai, hanno assaltato l’aeroporto internazionale civile Diori Hamani di Niamey, la capitale del Niger. Un obiettivo non casuale, visto che li si trova la base 101 dell’aeronautica militare; il quartier generale della Forza unificata anti jihadista composta da Niger, Burkina Faso e Mali della Confederazione degli stati del Sahel (Aes); una base per droni; i mercenari russi dell’Africa Corps e, soprattutto, un contingente di circa 250 militari italiani. Gli unici soldati occidentali rimasti in Niger.











