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Ultimo aggiornamento: 16:12
All’inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte d’Appello di Napoli, il confronto tra magistratura ed esecutivo entra immediatamente nel vivo. In prima fila siede il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, che nel suo intervento evoca lo storico Alessandro Barbero e invita i magistrati a “non demonizzare chi sostiene tesi opposte alle proprie, con slogan che perfino i social network, non sospettabili di vicinanza al governo, qualificano come fake e in qualche caso sono arrivati a rimuovere”. Un monito accompagnato da una non convincente rassicurazione politica: “Se viene confermato il disegno di legge, non sarà l’Apocalisse”.
La replica del procuratore generale di Napoli, Aldo Policastro, arriva puntuale e si struttura fin dall’esordio come una risposta diretta al rappresentante del governo. “Desidero rivolgere un saluto particolare al sottosegretario Alfredo Mantovano che, con ponderate parole che io non condivido, ha illustrato il suo punto di vista”.
Il magistrato apre il suo intervento richiamando un episodio che segna simbolicamente l’avvio del nuovo anno giudiziario: “Il 2026 si è aperto per i nostri uffici con un colpo d’arma da fuoco esploso contro la finestra di un ufficio della Procura Generale. Abbiamo apprezzato il ministro dell’Interno che ha prontamente stigmatizzato con fermezza l’accaduto, definendolo un atto gravissimo, e apprezziamo veramente di cuore le numerose manifestazioni di solidarietà che sono venute dall’avvocatura, dalla magistratura, dalle istituzioni, dalla politica e dai cittadini”.













