«L’effetto di questa riforma è molto chiaro: indebolire la magistratura e l’intera area della giurisdizione».

Il referendum sulla riforma costituzionale della giustizia si avvicina e il procuratore generale Aldo Policastro non usa giri di parole per mettere in guardia l’opinione pubblica su quelli che, a suo avviso, sono i rischi di questo delicatissimo bivio nei rapporti tra toghe e politica: «È una battaglia in difesa della Costituzione e dei diritti delle persone», dice il pg, che ieri ha partecipato al dibattito sulla separazione delle carriere organizzato dalla Fondazione Banco di Napoli presieduta da Orazio Abbamonte.

Qual è la posta in gioco di questo referendum, pg Policastro?

«I cittadini dovranno chiedersi se vogliono ancora una magistratura e una giustizia come le abbiamo conosciute fino a oggi, in grado di tutelare i diritti di tutti e di svolgere un ruolo di bilanciamento rispetto agli altri poteri, o se preferiscono magistrati più deboli, con minore autonomia e indipendenza».

Con pm e giudici divisi non più solo per funzioni non sarà più così?