Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
9 NOVEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 10:52
“Se verrà confermata la riforma della giustizia, per i cittadini cambierà niente. Cosa servirebbe davvero? Che le cose le possano discutere e decidere persone che hanno lavorato nella vita. Molte volte non è malafede, il problema è che si tratta di persone che non si rendono conto, persone che non sanno nemmeno dove sono sedute e qual è lo scopo della loro funzione. Certo, Nordio è stato un magistrato, ma per me sarebbe stato il migliore ministro della Cultura”. E’ un Nicola Gratteri molto agguerrito quello che ha parlato di riforma della giustizia e referendum come ospite di Accordi&Disaccordi, il talk condotto da Luca Sommi con la partecipazione di Marco Travaglio e Andrea Scanzi, in onda il sabato su Nove. Dopo l’approvazione finale del 30 ottobre scorso, il procuratore capo a Napoli è impegnato nella campagna referendaria per il no alla riforma costituzionale che prevede la separazione delle carriere, la duplicazione del Csm e la creazione di un’Alta corte per giudicare i magistrati. “Se noi pensiamo che la giustizia, i tribunali, le indagini servano per dare risposte alla gente, per chi commette reati e per chi li subisce, che vorrebbe una sentenza più veloce, per evitare di rivolgersi poi alle mafie, – ha spiegato il magistrato – allora queste riforme non servono assolutamente a nulla. Se si vuole velocizzare i processi e dare risposte alla gente, bisognerebbe far rientrare le centinaia di magistrati che sono fuori ruolo, che sono in tutti i ministeri e in tutte le commissioni. Anziché prendere magistrati in pensione per fare i consulenti, si mettono i magistrati che hanno vinto il concorso per scrivere le sentenze. Poi bisognerebbe chiudere i tribunali piccoli, – ha proseguito – perché si sprecano risorse, però questo governo, questo ministro anziché chiudere i tribunali piccoli che non funzionano, apre quelli nuovi. Ne hanno aperto uno a Bassano del Grappa dove tutti i presidenti dei tribunali del Veneto, tutti i procuratori della Repubblica del Veneto, i Presidenti dei Consigli dell’ordine degli avvocati hanno detto che non serviva. È stato aperto lo stesso e ‘per caso’ il ministro della Giustizia mi pare che abiti proprio in Veneto”.






