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30 GENNAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 10:49
Dire che il governo voglia limitare l’indipendenza della magistratura è “blasfemo“. Anzi, è “una grossolana manipolazione divinatoria di una realtà immaginaria”. All’inaugurazione dell’anno giudiziario in Cassazione, Carlo Nordio si scaglia ancora una volta contro chi segnala i rischi per l’equilibrio dei poteri insiti nella sua riforma costituzionale. Per smentire quelle che ha definito “petulanti litanie”, il ministro della Giustizia cita quella parte dell’articolo 104 della Costituzione, rimasta intaccata, secondo cui “la magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere”. “Un’interpretazione diversa da questa letterale, cartesianamente chiara e distinta, è una discrasia e una malevola distorsione offensiva”, accusa (non sapendo, forse, che sulla carta il principio dell’autonomia della magistratura è garantito anche nei peggiori regimi autoritari). “Mi auguro che questa vuota polemica venga litigata dagli intelletti più maturi Allo stesso tempo, auguro che il dibattito sulla riforma si mantenga nei limiti della razionalità, della pacatezza e della continenza“, afferma. Nel passaggio del suo intervento dedicato alle innovazioni digitali, il ministro attacca la trasmissione Report e il suo scoop sul software-spia installato sui pc di giudici e pm: “Troverei persino irriguardoso soffermarmi e smentire alcune ripugnanti insinuazioni che in questi giorni sono state diffuse con l’ipotesi di interferenze illecite da parte nostra nell’attività esclusiva e sovrana della magistratura”.














