«Autonomia e indipendenza non sono un privilegio della magistratura, ma sono presupposti perché il giudice sia sempre imparziale», sottolinea il primo presidente della Suprema Corte Pasquale D’Ascola. «Lo scontro, perché come tale presentato agli occhi dei cittadini, tra giudici e politica ha raggiunto livelli inaccettabili per un Paese che si vuole tradizionalmente culla del liberalismo giuridico», dice il procuratore generale della Corte di Cassazione Pietro Gaeta. Poi si rivolge direttamente al presidente della Repubblica Sergio Mattarella: «Spero molto nel recupero della razionalità e dell’armonia». Il Guardasigilli Carlo Nordio, nel suo intervento: la «stabilità di governo costituisce un fattore decisivo per la credibilità interna e internazionale del nostro Paese». L’inaugurazione dell’anno giudiziario in Cassazione si apre con appelli al rispetto tra istituzioni, mentre sullo sfondo il dibattito sulla riforma costituzionale della Giustizia si fa sempre più aspro e violento.
«Va coltivato con tenacia un clima di rispetto reciproco e fattiva collaborazione tra le istituzioni, che permetta lo sviluppo di un dialogo pacato e razionale sul futuro della Giustizia», spiega il primo presidente D’Ascola nella sua relazione per l'anno giudiziario nell'Aula magna della Suprema Corte. E prosegue: «È da evitare che si diffonda nella società la falsa convinzione che il magistrato sia incerto e titubante circa la tutela complessiva della funzione giurisdizionale e che quindi sorga la tentazione di influire sul magistrato stesso, immaginandolo avvicinabile, pavido, condizionabile». D’Ascola osserva i magistrati tutti, «anziani e giovani, che devono fare affidamento sulla loro professionalità, che non è arida tecnica ma studio, riflessione, capacità di comprensione e ascolto, coraggio delle decisioni difficili e non comodamente ossequenti al più potente o spregiudicato dei litiganti, rispetto verso le parti e gli avvocati che le assistono». La nostra Costituzione sottolinea, «che non è una Costituzione che comanda, ma una Costituzione pluralistica, che unifica».










