Elogio della parzialità. L’oggettività non esiste, tutte le prospettive sono soggettive. Ogni attività di ogni essere umano passa attraverso la sua identità. Perciò è assurdo pretendere “neutralità”: ciascuno porta se stesso nel compito che svolge. A chi svolge funzioni cruciali per la comunità (insegnanti, giudici, giornalisti) si richiedono invece onestà, rispetto delle regole, sforzo di equilibrio. Se giudico devo rispettare le leggi, se insegno devo essere equanime, se informo devo dare voce a tutti. Ma non si può smettere mai di essere chi siamo e non si deve. La questione è semmai essere chiari su quale sia il proprio punto di vista, dichiararlo. Resto sul tema degli “insegnanti di sinistra” perché per tutto il giorno, ieri, ho ricevuto decine di mail e risposto a molti ascoltatori che nella rassegna stampa del mattino mi raccontavano le loro esperienze e quelle dei propri figli. Insegnanti (di destra e di sinistra, cattolici o laici, bravissimi) che hanno avuto una funzione fondamentale nella loro crescita. La scuola è il posto dove le idee si confrontano e dove si impara a discuterne. È questo l’errore che sta alla base della discussione sul presunto “indottrinamento”. Un insegnante, qualunque siano le sue personali opinioni, se è un buon insegnante ti insegna a pensare, a dubitare, ad affrontare chi la pensa diversamente da te sul piano del dialogo. Può convincerti, puoi convincerlo. È una palestra di convivenza tra persone diverse, la scuola: ti prepara a quello che sarà la vita. Certo. Confrontarsi è più faticoso che imporsi, è più rischioso — bisogna esserne capaci, imparare a farlo — richiede attenzione, rispetto, ascolto, intelligenza e sapere. L’imposizione, invece, richiede solo obbedienza. È sempre vero che ogni sospetto nasce da un’abitudine, o da un’intenzione. Chi pensa che gli “insegnanti di sinistra” siano pericolosi è perché, trovandosi al loro posto, lo sarebbe. Lo stesso direi se ci fosse una caccia agli insegnanti di destra, ma non c’è.
Elogio della parzialità e della scuola
I buoni insegnanti portano idee nella palestra del confronto








