Aveva picchiato e minacciato la sua ragazza ancora minorenne dicendole che l’unica cosa che doveva fare erano «figli, non lavorare». “Ti sciolgo nell’acido”, il contenuto di alcuni audio gli atti della procura, ma anche referti e foto in cui la ragazzina appare con l’occhio gonfio.
La procura di Torino ha chiesto di condannare a due anni di reclusione il giovane imputato di lesione e stalking, difeso dagli avvocati Vittorio e Francesco Pesavento. Nelle carte vengono riportate una serie di circostanze in cui il ragazzo avrebbe avuto un atteggiamento «aggressivo e possessivo» nei confronti della giovane costituita parte civile con l’avvocato Antonio Vallone, «percuotendola in diverse occasioni». L’avvocato Vallone ha chiesto 10mila euro di provvisionale, la sentenza è prevista nei prossimi giorni.
Ronfani, Telefono Rosa: “Se lo stalker rifiuta il braccialetto un divieto non può bastare”
di Giada Lo Porto
Dopo la denuncia a seguito di un’aggressione, era stato disposto per l’ex fidanzato il divieto di avvicinamento con applicazione del braccialetto elettronico. Ma lui aveva detto: «Non lo voglio». Il rifiuto in genere implica che il giudice debba valutare altre misure cautelari, spesso più restrittive: in questo caso era stato stabilito l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria con cadenza quotidiana. Ma la difesa l’aveva definita una misura «inutilmente afflittiva nei confronti dell’indagato» presentando istanza al giudice. E la gip aveva revocato l’obbligo. La motivazione: «Pur ribadendo le argomentazioni relative alla sussistenza di gravi indizi di colpevolezza e del pericolo di recidiva — si legge — in sede di interrogatorio di garanzia il giovane ha manifestato l’intenzione di interrompere qualsiasi tipo di contatto con la persona offesa». Era rimasto il solo divieto di avvicinamento che, ha spiegato la madre della ragazza, sarebbe stato più volte violato.






