Ossessionata dallo studio e dall’igiene sino a minacciare e a picchiare costantemente il figlio. È stata condannata a tre anni e sei mesi di reclusione con la sospensione della potestà genitoriale e una provvisionale di 20mila euro, la quarantenne di Faenza da tempo sotto processo per maltrattamenti nei confronti del figlio oggi adolescenti. Nella giornata dell’11 giugno il tribunale di Ravenna ha sancito la condanna della donna, difesa dall’avvocato Antonio Gambetti, inasprendo la pena richiesta dalla procura, ovvero due anni e mezzo di reclusione. Viene poi sospesa la potestà genitoriale, l’ex marito e il figlio avranno diritto a 20mila euro di provvisionale dopo essersi presentati come parte civile, tutelati dal legale Andrea Visani. In passato l’uomo era stato a propria volta indagato per maltrattamenti e sottrazione di minore e sottoposto a divieto di avvicinamento: dopo una punizione particolarmente violenta subita dal piccolo, aveva accompagnato il figlio in ospedale e a quel punto l’allora moglie lo aveva accusato di essere il responsabile delle botte patite dal bambino e di averlo rapito. Le successive indagini avevano scagionato l’uomo e anzi avevano portato alle prime denunce verso la madre.
Picchia il figlio con calci e cinghiate, madre condannata a tre anni e sei mesi: «Ossessionata da igiene e istruzione»
Faenza, la donna obbligava il figlio a studiare in piedi fino a mezzanotte e, appena entrato in casa, lo portava in bagno senza fargli appoggiare i piedi per terra






