PIOVESE (PADOVA) - Troppo pochi due anni di pena (con la richiesta della condizionale) per quello di cui la procura lo accusa, cioè di aver violentato per cinque anni la figlia della sua compagna. Motivo per cui il pubblico ministero Sergio Dini ha respinto la sua richiesta di patteggiamento, aprendogli la strada alla giudice dell'udienza preliminare Laura Alcaro la decisione di ammettere l'imputato al processo in abbreviato che si celebrerà il 14 maggio.
Lui è un 52enne residente in un comune della cintura urbana di Padova, assistito dall'avvocato Pietro Sartori e accusato di violenza sessuale aggravata su una ragazza che oggi ha 22 anni e che all'epoca dei fatti contestati dalla procura ne aveva tra i 13 e i 18. Lei, difesa dall'avvocato Jeannette Baracco, si è costituita parte civile e ha avanzato una richiesta di risarcimento danni morali di almeno 30mila euro.
A far emergere la vicenda è stata la stessa vittima: una volta divenuta maggiorenne si è rivolta all'avvocato Baracco e ha raccontato il proprio calvario, iniziato quando lei aveva 13 anni e la sua mamma aveva trovato un nuovo compagno e quell'uomo dopo l'inizio della frequentazione era andato a vivere con la sua nuova compagna e la figlia.







