VENEZIA - Nove anni di reclusione per i reati di violenza sessuale e maltrattamenti in famiglia ai danni della figliastra, sofferente di una disabilità mentale. É la pesante condanna che il Tribunale di Venezia, presidente Francesca Zancan, ha inflitto ad un settantenne residente nella terraferma veneziana in relazione ad una serie di episodi avvenuti tra il 2019 e il 2020, dopo la morte della madre della giovane donna, di cui l’imputato era convivente. Alla compagna dell'uomo, accusata soltanto di maltrattamenti in famiglia, è stata inflitta la pena di quattro anni di reclusione. Entrambi sono stati condannati al risarcimento dei danni provocati alla vittima, da quantificarsi in sede civile. Il Tribunale ha liquidato una provvisionale immediatamente esecutiva.
La triste vicenda è venuta alla luce nel 2022, a seguito della denuncia presentata dall’amministratore di sostegno che, su incarico del tribunale, amministra i beni della disabile trentenne, la quale è stata ritenuta non in grado di gestirsi da sola. A sua volta l’amministratore di sostegno aveva ricevuto una segnalazione da parte di una persona vicina alla giovane donna, la quale raccontò di aver ricevuto da lei alcune confidenze relative ai maltrattamenti e alle attenzione a sfondo sessuale ricevute. Il sostituto procuratore Giorgio Gava ha quindi disposto i necessari accertamenti: la trentenne è stata ascoltata più volte in audizione protetta, alla presenza degli assistenti sociali, confermando tutti gli episodi di cui è stata vittima dopo la morte della madre. La Procura ha quindi chiesto e ottenuto un provvedimento di allontanamento del settantenne e della sua compagna dalla casa della figliastra. E, successivamente, a conclusione dell'inchiesta, il loro rinvio a giudizio.






