Avevano preso in affidamento una bimba per sottrarla ai maltrattamenti e all’indigenza in cui viveva ma ben presto si sono rivelati due orchi: lui ogni sera abusava della piccola nella sua cameretta e la moglie, complice, pur sapendo ha sempre negato che questo avvenisse. La casa degli orrori si trova in un comune della provincia di Padova. Oggi la vittima ha 22 anni e sta cercando di ricostruire la sua vita dopo che entrambi i genitori affidatari sono stati condannati.
Le condanne
La famiglia per i servizi sociali della zona era all’apparenza perfetta: padre, madre e due figli, benestante e molto devota alla chiesa. Una sorta di casa del Mulino Bianco, dove la serenità e la pace erano da esempio per tutto il paese. In parrocchia erano di ispirazione per i valori che manifestavano a tutti. Ma dentro quelle mura niente andava come avrebbe dovuto.
La denuncia
A smascherare cosa effettivamente avveniva in quella famiglia “perfetta” una denuncia che nel novembre del 2020 fa saltare sulla sedia la procura di Padova. Arriva infatti un esposto in cui la ragazza racconta che il suo ex padre affidatario, con la scusa di accompagnarla a prendere un gelato, l’ha portata invece in una casa in montagna di sua proprietà, nell’Altopiano, per violentarla. Non solo, la ragazza spiega anche che quella non è la prima volta che l’uomo la stupra, che lo fa da quando lei era piccola, quando aveva 8 anni. Orrore nell’orrore: delle violenze sessuali la madre affidataria era perfettamente a conoscenza ma avrebbe sempre negato. Obbligandola anche a cancellare tutti gli sms che l’uomo le inviava una volta diventata adolescente.






