La specialità della casa dell’Unione europea, in qualsiasi campo, è il rifiuto della realtà. O, elemento complementare, il prevalere ottuso dell’ideologia. Difficile trovare altre parole di fronte a una burocrazia che, nonostante i numerosi e inequivocabili segnali sulla fine della terza globalizzazione, insiste con anacronistici (e suicidi) accordi di libero scambio.
A Bruxelles l’Unione europea continua a muoversi con passo esitante di fronte a una scelta che da mesi divide i 27: inserire o meno i pasdaran, le Guardie della Rivoluzione iraniane, nella lista delle organizzazioni terroristiche. Una proposta rilanciata con forza dal ministro degli Esteri Antonio Tajani e che oggi, dopo molte resistenze, registra aperture significative da parte di Francia e Spagna, ma resta ostaggio dei veti incrociati e della tradizionale prudenza europea.
La siderurgia calabrese, attiva dal XVIII secolo, fu alla base dello sviluppo di una moderna fabbrica di armi i cui fucili equipaggiarono l'esercito borbonico negli ultimi anni di vita del Regno delle Due Sicilie. Fu abbandonata nel 1864 per una scelta del governo postunitario.
Dopo che i leader europei hanno approvato il prestito da 90 miliardi di euro all’Ucraina, la Germania cerca di mettere sotto scacco i Paesi dell’Ue, facendo uno sgambetto soprattutto all’Italia e alla Francia.












