Dopo il Mercosur, l’India. L’Ue è determinata a concludere «la madre di tutti gli accordi commerciali», capace di creare un’area di libero scambio per due miliardi di persone e quasi il 25% del Pil globale. L’intesa dovrebbe tagliare significativamente i maxi-dazi esistenti sulle automobili “made in Europe” e aprire nuove opportunità per le eccellenze agroalimentari. Ursula von der Leyen, insomma, mette da parte i passi falsi dei giorni scorsi e l’altolà parlamentare al patto con i sudamericani, e continua nel suo giro del mondo per diversificare i partenariati, ridurre le dipendenze e aprire nuovi mercati per le sue aziende.
La presidente della Commissione è già a Nuova Delhi, dove oggi partecipa insieme al capo del Consiglio europeo António Costa come ospite d’onore (per la prima volta) alla parata in occasione della 77ª festa della Repubblica indiana. Ma la svolta politica è attesa domani, nel corso del vertice bilaterale Ue-India con il premier Narendra Modi. È l’appuntamento su cui tutti gli occhi sono puntati perché coinciderà con una duplice stretta di mano.
Da una parte arriverà il via libera a un accordo di libero scambio (in fase di negoziato da quasi 20 anni, salvo impantanarsi nel 2013 e ripartire solo nel 2022): stando ai calcoli di Bruxelles, dovrebbe tradursi in un risparmio di dazi pari a 4 miliardi all’anno per gli esportatori europei. Dall’altra, sarà stretto un partenariato in materia di sicurezza e difesa per espandere i legami nell’industria militare e spaziale. Si tratta di un dialogo necessario, dicono nei palazzi Ue, tra «le due più grandi democrazie del pianeta», in un momento in cui l’ordine globale è scosso dalle fondamenta, e nonostante alcune divergenze, ad esempio nei rapporti con la Russia.











