«Ce l’abbiamo fatta: abbiamo concluso la madre di tutti gli accordi». Nonostante gli inciampi parlamentari della scorsa settimana sull’intesa con il blocco sudamericano Mercosur, Ursula von der Leyen torna raggiante, ospite del premier indiano Narendra Modi alla Hyderabad House di Nuova Delhi. L’occasione, all’indomani della parata per la Festa della Repubblica che l’ha vista ospite d’onore, è la sigla di un patto commerciale che l’Ue e l’India, tra alti e bassi, hanno negoziato per quasi vent’anni, e che mette a segno imponenti sconti tariffari per automobili, vino e olio d’oliva.
La vera accelerazione si è vista nell’ultimo anno. A spingerla è stato l’imperativo diversificazione dei mercati alla luce dei dazi che gli Stati Uniti di Donald Trump hanno applicato tanto all’Ue (15%) quanto all’India (50%). «È la storia di due giganti che scelgono il partenariato in una logica vincente per entrambi. E che mandano un messaggio forte: la cooperazione è la risposta migliore alle sfide globali», ha affermato von der Leyen. «È un giorno storico: le due più grandi democrazie del mondo lavorano insieme e ci saranno benefici globali», le ha fatto eco Modi. Tanto per Bruxelles quanto per Nuova Delhi si tratta del più grande accordo mai concluso, sia in termini di Pil (quasi un quarto di quello mondiale) sia di popolazione, con due miliardi di persone coinvolte.










