Dopo venti anni di trattative e un’accelerata intensa nei negoziati degli ultimi mesi, oggi, martedì 27 gennaio, è arrivata la svolta definitiva. India e Unione europea hanno firmato e concluso l’accordo di libero scambio che apre le porte a un mercato composto da 2 miliardi di persone. Un’intesa che traccia «un momento storico e apre un nuovo capitolo nelle nostre relazioni su commercio, sicurezza e legami interpersonali», commenta il presidente del Consiglio Ue, António Costa.
Un messaggio al mondo e ai mercati, in nome della diversificazione negli sbocchi. Per questo, a caldo il primo ministro indiano, Narendra Modi, osserva che «la cooperazione tra India e Unione Europea è un partenariato per il bene globale. Estenderemo i nostri progetti di sviluppo trilaterali dall’Indo-Pacifico ai Caraibi. Questi forniranno un supporto concreto all’agricoltura sostenibile, all’energia pulita e all’emancipazione femminile. Insieme, creeremo il corridoio Imec come un importante collegamento per il commercio globale e lo sviluppo sostenibile».
Von der Leyen: "Ue-India, accordo storico. Dimostra che l'alternativa è possibile"
Ma questo è solo uno dei punti principali di quella che la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha ribattezzato «la madre di tutti gli accordi commerciali», visto che India e Unione insieme valgono assieme il 25% del Pil globale.











