La firma dell’accordo di libero scambio tra Unione Europea e India, avvenuta a Nuova Delhi, segna uno di quei passaggi destinati a pesare più nel medio periodo che nell’immediato. Ma comunque destinati a lasciare il segno, e non solo perché le due aree, insieme, rappresentano un quarto del Pil mondiale. In una scena internazionale attraversato da tensioni tanto politiche quanto commerciali, con dazi incrociati e accordi ancora sospesi – come l’annosa questione Mercosur – l’intesa tra Bruxelles e Nuova Delhi ridisegnerà le mappe dell’export europeo, aprendo uno spazio finora rimasto ai margini: il mercato indiano.
Vino in affanno sui mercati esteri: 110 milioni persi negli ultimi 3 mesi negli Usa fra dazi e crisi
A CURA DELLA REDAZIONE DEL GUSTO
03 Dicembre 2025
Un mercato enorme, complesso e frammentato, ma strategico soprattutto perché, per ora quasi del tutto inesplorato per i produttori di vini e Spirits europei. E quindi anche italiani. Tra le cause che negli anni hanno creato questa difficoltà nella circolazione delle merci, ha pesato in maniera importante la presenza di tariffe tra le più alte al mondo. Una vera barriera, un muro. E l’accordo interviene proprio su questo punto: quanto firmato a Nuova Delhi prevede una progressiva riduzione dei dazi all’importazione. Questi ultimi, nel caso del vino, sono attualmente fissati al 150%.











