Roma, 27 gen. (askanews) – “L’India, con una popolazione di oltre 1,4 miliardi e una classe media in rapida espansione, offre un notevole potenziale inutilizzato per le esportazioni vinicole europee. In un momento in cui il settore è sempre più esposto a tensioni commerciali geopolitiche e a perturbazioni nei mercati di esportazione tradizionali, l’India rappresenta un’alternativa strategica che può contribuire in modo significativo alla diversificazione, alla resilienza e alla sostenibilità a lungo termine delle esportazioni vinicole dell’UE”. Così Marzia Varvaglione, presidente del Ceev, il Comitato Europeo delle Imprese Vinicole, commenta l’annuncio dell’accordo di libero scambio UE-India.

Per il Ceev questo accordo “non solo è vantaggioso per la competitività dei vini europei, ma rafforza anche il ruolo dell’UE come leader globale nella promozione della stabilità e di un commercio aperto e basato su regole”.

Il settore vinicolo dell’UE è il principale esportatore mondiale, con oltre 16,6 miliardi di euro di esportazioni nell’ultimo anno di campagna; tuttavia, nello stesso periodo, le esportazioni di vino dell’UE verso l’India hanno raggiunto solo i 7,7 milioni di euro. L’attuale regime tariffario sul vino, che prevede un dazio doganale ad valorem del 150%, costituisce uno dei più elevati a livello mondiale e limita fortemente l’accesso al mercato.