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Ultimo aggiornamento: 13:59

L’Ue e l’India hanno concluso il 27 gennaio 2026 un accordo di libero scambio che vuole rafforzare i legami economici e politici tra la seconda e la quarta economia mondiale e che coinvolge 2 miliardi di persone, in un momento di crescenti tensioni geopolitiche e sfide economiche globali. Von der Leyen e Costa, presidenti della Commissione e del Consiglio europeo, e il premier indiano Narendra Modi, molto amico di Giorgio Meloni, hanno festeggiato la firma dell’accordo a New Delhi al termine del 16esimo vertice Ue-India. L’Ue e l’India hanno già in essere scambi di beni e servizi per un valore di oltre 180 miliardi di euro all’anno e si prevede che l’accordo raddoppierà le esportazioni di beni dell’Ue verso l’India entro il 2032.

Dal punto di vista economico, l’India è una delle economie a crescita più rapida del mondo. Con un Pil stimato in 4.18 trilioni di dollari, nel dicembre 2025 l’India ha comunicato al mondo di essere diventata la quarta potenza economica, superando il Giappone, mettendosi all’inseguimento di Germania, Cina e Usa.

Gli indiani stanno cercando di creare un modello di sviluppo autonomo rispetto a quello cinese che potrebbe essere considerato per loro come un modello possibile. Troppe le differenze culturali, imprenditoriali e manageriali. Un problema evidente è stato il passaggio rapido dal settore agricolo all’economia dei servizi senza passare attraverso una vera “rivoluzione industriale” basata sulla manifattura che è sicuramente meno sviluppata di quello che dovrebbe essere, e alla cui crescita gli europei e gli italiani stanno già contribuendo fattivamente attraverso aziende che hanno localizzato in India produzioni strategiche.