PADOVA - Per il Due Palazzi sono passati anche molti detenuti "vip", tra i più spietati assassini, rapinatori e boss della mafia. Quella di Padova non è stata finora solo una struttura detentiva nota per i suoi progetti di riabilitazione, ma anche teatro di alcuni dei passaggi più significativi della cronaca nera e giudiziaria italiana.
La presenza di una delle aule bunker più sicure d'Italia ha contribuito a renderla perfetta per ospitare anche figure importanti dei famosi anni di piombo.
Nel maggio 1994 proprio nell'aula bunker avviene invece lo storico confronto tra il "pentito dei due mondi" , Tommaso Buscetta e l'ex numero due del Sisde, Bruno Contrada. Qualche anno dopo, nel 2002, tocca ad Antonino Giuffrè, braccio destro di Bernardo Provenzano.
La sua deposizione a Padova fu fondamentale per ricostruire i legami tra mafia e politica in un periodo di profonda transizione per l'organizzazione criminale.
Ma il nome più legato alla storia del Due Palazzi è indubbiamente quello di Felice Maniero, il boss della Mala del Brenta. "Faccia d'Angelo" mise a segno una delle evasioni più clamorose della storia carceraria italiana: il 14 giugno 1994, insieme a cinque complici, riuscì a uscire dal portone principale senza sparare un colpo, grazie a un'operazione chirurgica del suo braccio armato che fece irruzione nella struttura.










