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29 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 7:00

Il ciclone Harry che ha devastato, in particolare, la Sicilia orientale, la Calabria ionica centro meridionale e la Sardegna impone delle riflessioni. La prima riguarda la innegabile potenza inusuale della tempesta che dimostra ancora una volta, per chi si ostina ancora a negarla, la drammatica attualità dei cambiamenti climatici. I danni del ciclone sono stati tremendi: porti distrutti, infrastrutture ferroviarie pesantemente danneggiate, strade devastate, spiagge cancellate, case e lidi distrutti, centinaia di imbarcazioni e autovetture colpite, servizi resi inagibili.

I negazionisti dei cambiamenti climatici e coloro i quali si oppongono sistematicamente alle adozioni serie e concrete di misure tese ad affrontare le cause di questa tragedia ambientale sono da ritenere corresponsabili di questi eventi. Un’altra considerazione da fare è il cattivo utilizzo che istituzioni centrali e locali hanno fatto delle eccezionali risorse destinate al nostro Paese con i fondi Pnrr del dopo Covid. Un fiume di denaro pubblico che doveva essere destinato soprattutto ad opere strategiche, come la messa in sicurezza per scongiurare i pericoli incombenti del dissesto idrogeologico. Una grave occasione persa con evidenti responsabilità politiche.