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Ultimo aggiornamento: 14:59

Strade distrutte, linee ferroviarie interrotte (con tanto di rotaie sospese nel vuoto), criticità nei porti e poi stabilimenti balneari spazzati via, negozi e strutture ricettive danneggiate e tante barche affondate o gravemente danneggiate. In Sicilia, Sardegna e Calabria continua la conta dei danni dopo che il ciclone Harry – con vento, pioggia e mareggiate – ha flagellato per tre giorni le regioni del Sud Italia.

Nella sola Sicilia la stima provvisoria dei danni supera il miliardo di euro. Oltre 741 milioni riguardano le infrastrutture distrutte, come calcolato la Protezione civile regionale, dei quali 244 milioni solo in provincia di Messina e oltre 200 nel Catanese. A queste cifra vanno aggiunti i mancati redditi delle attività produttive e sui quali si lavora a ristori e contributi. Come comunicato dal governatore Renato Schifani, la Regione ha stanziato 70 milioni di euro per i primi interventi e ha nominato il dirigente della protezione civile regionale, Salvo Cocina, come commissario straordinario regionale per l’emergenza.

“Dopo una sommaria istruzione del Dipartimento proporremo la richiesta della dichiarazione dello stato di emergenza nazionale insieme alla delibera di una prima risorsa che consentirà agli enti locali di procedere con i primi interventi come il ripristino della viabilità e la rimozione degli ostacoli”, ha annunciato venerdì il ministro della Protezione Civile Nello Musumeci. L’ex presidente della Regione Sicilia è stato l’unico esponente del governo a effettuare un sopralluogo nei luoghi colpiti dal ciclone: non si sono visti né la premier Giorgia Meloni, né il leader della Lega Matteo Salvini.