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28 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 18:59

“Mi chiamo Giorgio Peloso Zantaforni, sono un insegnante di lettere in un liceo e sono di Sinistra. Schedatemi pure”. A lanciare questa provocazione alla campagna di Azione Studentesca – che nei giorni scorsi ha realizzato un questionario dove tra alcune domande, ha chiesto di segnalare l’orientamento politico dei professori – è proprio un docente attraverso un video che si è presto diffuso sulla Rete. Parole, quelle di Zanfatorni, che vanno di pari passo con quelle di un altro insegnante, Paolo Venti che sul suo profilo Facebook in queste ore ha scritto: “Minimizzare la cosa parlando di ‘ragazzata fatta con poco ordine’ non è accettabile: Azione studentesca ha un sito, ha una precisa collocazione politica e i suoi interventi non sono ‘ragazzate’, sono precisi tentativi di spostare indietro i paletti di tutela e garanzia che la democrazia ha fissato”.

È la resistenza dei prof che non nascondono le loro idee. Zantaforni nel video dichiara: “Attraverso questo form i docenti colpevoli di essere di Sinistra vengono trattati come moderni hostess pubblici con l’obiettivo di stilare un report nazionale che nel solco della metafora storica potremmo definire come una moderna lista di proscrizione”. Una risposta decisa all’azione del movimento giovanile di destra, difeso a spada tratta da Fratelli d’Italia e attaccato da tutta l’opposizione oltre che dalla Flc Cgil, dall’Osservatorio sulla militarizzazione nelle scuole e da altri soggetti civici. L’unico a tacere è il ministro dell’Istruzione e del Merito, il leghista Giuseppe Valditara, che in questo periodo pre campagna elettorale si guarda bene dallo spaccare la maggioranza. Tutta l’opposizione, la Cgil e molti docenti gli “richiedono una chiara e pubblica presa di posizione” ma il professore di diritto romano resta in silenzio.