C’è Virginia, da Bologna, che racconta di un compito in classe dove bisognava dare un’opinione politica “chiaramente incitando alla visione di sinistra”. Lei ha osato scrivere che non sono gli italiani a doversi integrare agli immigrati. Risultato? Un 4 e mezzo marchiato sul foglio. Marco, da Bergamo, denuncia insegnanti che si rifiutano categoricamente di spiegare certi argomenti, liquidati con un lapidario “perché sono fascisti”. E ancora, Davide, sempre da Bergamo, descrive una professoressa che definisce il governo Meloni un “colpo di stato bianco”. La cronaca prosegue con Andrea da Brindisi, che assiste alla professoressa strappare la foto della Meloni appesa in aula, accanto al crocifisso. O con Filippo, da Bologna, che riceve una nota disciplinare non per aver combinato guai, ma per le sue “posizioni di destra”. E c’è chi parla ancora di liste di proscrizione? La vicenda di Andrea, sempre di Brindisi, è forse la più simbolica: una supplente gli boicotta la candidatura a rappresentante d’istituto insultandolo come “Fascio appeso” per il solo fatto di essere stato visto leggere Ezra Pound. Un poeta, premio Nobel per la letteratura. Gli esempi si moltiplicano: docenti che incitano a manifestazioni pro-Palestina, che deridono chi non partecipa ai cortei, che saltano interi capitoli di storia per "mancanza di tempo" ma dedicano ore al "ventennio fascista" ammiccando al governo attuale.
Ma quali prof schedati. Ecco la verità sul questionario di Azione Studentesca
Basta un QR code su un volantino. Un semplice link per accedere a un sondaggio, distribuito tra gli studenti da Azione Studentesca, per chiedere cosa ...











