Thriller politico e grottesco più interessato a esplorare la memoria del Brasile anni Settanta che a soddisfare i canoni del genere spy e soprattutto dove il protagonista Marcelo (Wagner Moura) non è un agente segreto convenzionale pieno di fascino, ma un uomo qualunque costretto alla clandestinità.
Ecco un'introduzione possibile per un film pieno di anime com'è 'L'agente segreto' di Kleber Mendonça Filho, già in concorso a Cannes 2025 (vinse miglior regia e interpretazione maschile), che ha all'attivo due Golden Globes ed è infine in corsa agli Oscar in ben quattro categorie: miglior film, attore protagonista, film internazionale e casting.
In questo film, in sala dal 29 gennaio distribuito da FilmClub Distribuzione e Minerva Pictures, protagonista assoluto è Marcelo, disincantato agente sotto copertura in un paese attanagliato da una feroce dittatura militare. L'uomo, cercando di sfuggire al suo misterioso passato, va da San Paolo a Recife, sperando di trovare un po' di pace, ma scopre che la città, nel bel mezzo delle celebrazioni del Carnevale, è molto lontana dall'essere rifugio ed è invece molto più facile ritrovarsi da un momento all'altro in un sacco ed essere gettati a mare. Marcelo infatti si ritrova osservato dai suoi vicini e scopre anche che due killer sono stati assoldati per ucciderlo. Siamo nel Brasile dove la corruzione è dilagante, un Paese dalle misteriose sparizioni e dove ci sono morti ammazzati per le strade a tutte le ore del giorno e della notte. Tra spiazzanti incursioni pulp e horror, un cadavere abbandonato nel piazzale di un distributore di benzina e una gamba pelosa tagliata di netto, il film si sviluppa tra mille grottesche situazioni fino a un finale pieno di sangue e senza nessuna speranza .









