DA VEDERE. E’ un autorevole candidato al premio Oscar il pregevole “L’agente segreto” del brasiliano Kleber Mendonça Filho. La storia è ambientata nel Brasile degli anni Settanta, in piena dittatura, e s’incentra su Marcelo Alves, un quarantenne in fuga dal regime che nel 1977 arriva a Recife nel periodo del Carnevale – strepitosa la scena iniziale del benzinaio in mezzo al nulla – per ricongiungersi al figlio. Bravissimo il protagonista Wagner Moura, splendida la ricostruzione dell’epoca, mirabile la fotografia, trascinante la colonna sonora, l’alta qualità della sceneggiatura rende scorrevoli i 160 minuti di immagini su cui si dipana quest’avvincente storia ricostruita da due giovani studiose nella San Paolo dei nostri giorni e, di conseguenza, con ampio uso di flashback da parte del regista.

DA EVITARE. Stereotipi, luoghi comuni e situazioni a dir poco improbabili in “2 cuori e 2 capanne” di Massimiliano Bruno con Claudia Pandolfi ed Edoardo Leo, quest’ultimo abilissimo nell’essere sempre uguale in tutti i molti film a cui partecipa. Fin dall’inizio con la scena girata in maniera maldestra del portinaio che porta una busta a un’inquilina lo spettatore comincia a temere di aver sbagliato nella scelta del film. Per non parlare dell’immediato seguito con due quarantenni che si conoscono sull’autobus da cui scendono per un momento di strabordante passione. La scena dopo li vede incrociarsi addirittura in una scuola romana: lei insegna, lui è il preside. Insomma, una sceneggiatura imbarazzante che sembra scritta da Al Bano e Pupo nel corso di un viaggio nella pacifica Russia a loro tanto cara per andare a cantare “Felicità” e “Gelato al cioccolato”. Destinato più a una serata su Tele Roma 56 che al cinema, il film dura 108 minuti (percepiti almeno il doppio).