Una pietra d'inciampo per ricordare Rebecca Corinna Mieli, prelevata a 78 anni dall'ospedale psichiatrico di Castelpulci, sulle colline di Scandicci (Firenze) nel maggio del 1944 e deportata ad Auschwitz dove morì il 30 giugno.
Oggi, in occasione del Giorno della memoria, la posa nel luogo diventato sede della Scuola superiore della magistratura.
Un 'omaggio' reso possibile dal lavoro di ricerca degli studenti di due classi della scuola media Rodari insieme alla professoressa Nicole Riva e Barbara Trevisan, quest'ultima componente del Comitato della memoria di Scandicci.
Tutto è nato da una lezione di storia sull'uso delle fonti: digitando la parola Scandicci nel portale dello Yad Vashem, venne fuori il nome della donna, Corinna Mieli, nata a Livorno il 19 febbraio 1866. Qualcuno, è poi emerso col tempo, aveva omesso il primo nome, Rebecca, si pensa per nasconderne le origini ebraiche e provare a salvarla.
Le ricerche di ragazzi e insegnanti sono proseguite attraverso le comunità ebraiche di Livorno e, soprattutto, Firenze dove fu recuperato un documento, risalente al dopoguerra, in cui il tutore dell'anziana chiedeva sue notizie.







