Anche la senatrice a vita Liliana Segre ha voluto partecipare alla posa delle nuove pietre di inciampo a Milano, che ricordano davanti a quella che fu la loro casa i deportati nei campi dì sterminio dal regime nazifascita, oppositori politici o ebrei.

Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz, ha presenziato alla posa delle pietre dedicate alla famiglia Morais-Tedeschi, Carlo e Ida, i genitori, e Graziella e Alberto i figli, che aveva conosciuto quando da ragazzina era stata imprigionata a San Vittore con il padre, prima di essere deportata nel campo di sterminio.

"Io sono ancora qui, a 95 anni a ricordarli uno per uno - ha detto la senatrice a vita -.

Dopo così tanti anni di distanza il mio ricordo è chiarissimo, io ero una ragazzina e avevo 13 anni, e per la colpa di essere nata ero stata arrestata insieme a mio papà, ed eravamo a San Vittore".

Lì è avvenuto l'incontro con la famiglia Morais, "mio papà guardava questa signora, la mamma, e notava che era molto affettuosa - ha spiegato Segre -. Quando arrivò l'ordine di partenza non sapevamo dove saremmo andati, che la meta sarebbe stata il campo di concentramento". Il padre di Liliana Segre sapeva che avrebbero separato uomini e donne e così chiese alla signora Morais se poteva tenere accanto a sé anche sua figlia Liliana, che aveva perso la mamma anni prima.