Un tratto di penna. Uno scarabocchio e sulla scritta dedicata dall’Università del Salento a Ilaria Sula, la studentessa 22enne uccisa dall’ex fidanzato a Roma, scompare la parola femminicidio. La scoperta nella mattina di mercoledì 28 maggio, presso l’aula dello Studium 6, uno dei plessi dell’università del Salento, a Lecce.
Proprio nel giorno in cui un’altra giovanissima è vittima di femminicidio: Martina Carbonaro, appena quattordici anni. Anche in questo caso, a ucciderla è stato l’ex fidanzato. Vittime appena adolescenti, studentesse. Ilaria Sula studiava Statistica alla Sapienza. Avrebbe dovuto essere in aula, era in una valigia in fondo a un dirupo vicino Roma. Anche per questo l’università del Salento ha scelto di ricordarla con un cartello affisso dietro una delle postazioni dell’aula dello Studium.
"Questo posto è riservato a Ilaria Sula, uccisa per femminicidio. Oggi sarebbe dovuta essere a lezione anche lei", la scritta. Dalla quale qualcuno ha rimosso la parola "femminicidio", imbrattando il cartello con un tratto di penna. E innescando la dura reazione del Dipartimento di Scienze Umane e Sociali, che stigmatizza l’accaduto.
"Il Dipartimento di Scienze Umane e Sociali – scrivono - esprime sconcerto e ferma disapprovazione per i gravi fatti occorsi in mattinata presso un'aula dello Studium 6. Un gesto che offende la memoria di Ilaria Sula e di tutte le vittime di violenza, e contrasta profondamente con i valori di rispetto, inclusione e responsabilità civile che ispirano quotidianamente le nostre attività di ricerca, didattica e terza missione. Ricordiamo che la lotta contro ogni forma di violenza di genere è per noi un impegno concreto, non solo teorico, e il Dipartimento - per il tramite di tutte le sue componenti - continuerà a promuovere consapevolezza e responsabilità attraverso iniziative, studi e spazi di confronto. Il Disus – chiudono - rinnova il proprio impegno nella difesa dei diritti fondamentali e nella costruzione di una comunità universitaria sempre più attenta, solidale e libera da ogni forma di discriminazione".












