Qualcuno aveva scelto di lasciare un segno. Un foglio incollato su una sedia, in un’aula dello Studium 6 dell’Università del Salento, recitava: «Questo posto è riservato a Ilaria Sula, uccisa per femminicidio. Oggi sarebbe dovuta essere a lezione anche lei». Un messaggio pensato per ricordare simbolicamente una studentessa che non c’è più, e con lei tutte le donne strappate con la violenza alla vita quotidiana, alle aule, ai luoghi comuni dell’esistenza.

Ma quel messaggio è stato modificato. Qualcuno ha cancellato con una penna la parola «femminicidio», alterando il senso della frase e svuotando di significato l’intento commemorativo.

Un gesto che ha immediatamente suscitato reazioni all’interno della comunità universitaria.

Il Dipartimento di Scienze Umane e Sociali (Disus) ha espresso «sconcerto e ferma disapprovazione», parlando di «un gesto che offende la memoria di Ilaria Sula e di tutte le vittime di violenza e contrasta profondamente con i valori di rispetto, inclusione e responsabilità civile che ispirano quotidianamente le nostre attività di ricerca, didattica e terza missione». In una nota pubblicata sui propri canali social ufficiali, il Dipartimento ha ribadito che l’impegno contro ogni forma di violenza non è solo una dichiarazione di principio: «Ricordiamo che la lotta contro ogni forma di violenza di genere è per noi un impegno concreto, non solo teorico, e il Dipartimento - per il tramite di tutte le sue componenti - continuerà a promuovere consapevolezza e responsabilità attraverso iniziative, studi e spazi di confronto».