Il femminicidio, una delle forme più gravi e drammatiche di violenza nella nostra società, non è solo un crimine: è l’esito tragico di una cultura malata che, dietro ogni vittima, nasconde storie di sopraffazione, silenzio e mancata protezione, e che ancora oggi tollera il dominio, giustifica il controllo, sottovaluta i segnali di pericolo e fatica a educare al rispetto, alla parità, all’umanità.

È a partire da questa consapevolezza che si è svolto a Grottaferrata il convegno “Femminicidio: un impegno di cultura oltre il reato”, promosso dalla Fondazione Insigniti OMRI, in collaborazione con la Questura di Roma, il Dipartimento di Psicologia della Sapienza Università di Roma, il Comune di Grottaferrata e l’Ufficio Scolastico Regionale del Lazio.

L’iniziativa, ospitata presso il Cinema Teatro Comunale “Al Fellini”, ha coinvolto oltre 200 studenti delle scuole superiori del territorio. Obiettivo dell’incontro: affiancare all’azione penale dello Stato un impegno educativo e culturale profondo, capace di prevenire la violenza agendo sulle radici sociali e valoriali del fenomeno.

Dopo i saluti istituzionali del Sindaco di Grottaferrata, Mirko Di Bernardo, e di Danilo Vicca per l’Ambito scolastico territoriale di Roma, il convegno ha visto alternarsi diverse figure. Ad aprire i lavori è stato Francesco Tagliente, Prefetto e Presidente della Fondazione Insigniti OMRI, che ha sottolineato l’urgenza di intervenire anche sugli autori di violenza, ricordando l’esperienza pionieristica avviata nel 2009 come Questore di Firenze con la nascita del primo Centro per Uomini Maltrattanti.