«Vandalizzare un segno della memoria corrisponde simbolicamente a una nuova uccisione, proprio come fecero concretamente nazisti e fascisti ottant’anni fa». È il pensiero di Nicola Adduci, storico della Resistenza e collaboratore dell’Istoreto, sulle pietre d’inciampo di piazza Santa Giulia vandalizzate.

Quelle pietre hanno un significato specifico?

«La decisione di collocarle insieme dove un tempo sorgeva l’Ospizio ebraico ha una sua valenza. Torino non fu indenne dalle terribili vicende che ebbero come protagonisti i nazifascisti, le pietre ci ricordano che fu pagato un tributo altissimo soprattutto dalle persone più inermi e fragili. Sei di quelle otto opere ricordano donne fra i 65 e gli 80 anni».

Furono inaugurate lo scorso febbraio.

«Partecipai alla cerimonia, fu molto bella e intensa insieme a diverse scolaresche di medie e superiori, ciascun ragazzo provò a raccontare la vicenda di ognuna di quelle persone. Fu uno di quei bei momenti che fanno pensare ci sia speranza».