Il quartiere torinese di Vanchiglia è ancora colpito da un gesto di vandalismo contro la memoria e il Comune è pronto a chiedere alle forze dell’ordine di aumentare la sorveglianza nei luoghi che ospitano monumenti sensibili. Dopo il 25 aprile in largo Montebello era stata data alle fiamme la lapide dei caduti della Resistenza, insieme alla corona di fiori appena deposta. Ora è toccato alle otto pietre di inciampo posizionate il 3 febbraio scorso in piazza Santa Giulia - dove era presente l’Ospizio israelitico demolito al termine della seconda guerra mondiale - per ricordare Aida Sara Montagnana, Rosa Vita Finzi, Teresita Teglio, Ercolina Levi, Sara Colombo, Eugenia Treves in Segre, Lidia Passigli ed Ettore Abenaim.

Le pietre d’inciampo imbrattate

(lapresse)

Un gesto che ha provocato anche la reazione del ministero degli Esteri israeliano che, in un post su X, ha scritto: «In tutta Italia Un gesto che ha provocato anche la reazione del ministero degli Esteri israeliano che, in un post su X, ha scritto: «In tutta Italia l’antisemitismo è in aumento. Solo una profonda depravazione morale può spingere chi ha vandalizzato le “pietre d’inciampo” che commemorano gli ebrei deportati nei campi di sterminio nazisti. Questa non è protesta. È odio: confidiamo che le autorità italiane agiscano con fermezza e decisione per contrastarlo e garantire la sicurezza e la dignità delle comunità ebraiche».