Era da tanto che non si respirava un’aria così pesante nelle piazze. Un clima d’odio e intolleranza che si è acuito sempre di più a causa del conflitto in Medio Oriente, specie a Gaza. La dimostrazione è quanto avvenuto durante le celebrazioni per le feste della Liberazione e dei Lavoratori, tra assalti alla polizia, la cacciata della Brigata ebraica e i soliti insulti vergognosi contro il governo di Giorgia Meloni. Nel mirino è finito, ancora una volta, anche il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.
Ministro, le piazze del 1° maggio e del 25 aprile sono la dimostrazione di come lo scontro politico abbia raggiunto livelli esasperati nel nostro Paese. Siamo vicini a un punto di non ritorno?
«A 80 anni dall’elezione dell’Assemblea Costituente, penso sia necessario avviare una riflessione seria sui valori che hanno ispirato la nostra Costituzione e sul perché sia stato giusto combattere il fascismo. Purtroppo credo che a sinistra ci sia un po’ di confusione. Sembra che non abbiano ancora fatto i conti con la storia, rimanendo ancorati a riflessioni come quelle sul “Fascismo eterno” di Umberto Eco; parole forzate che andrebbero estese a qualsiasi tipo di regime totalitario, anche di sinistra».






