“Èassurdo che il governo non citi esplicitamente la crisi climatica”, Matteo Leonardi, cofondatore di Ecco, il think tank italiano per il clima, commenta le dichiarazioni degli esponenti dell’esecutivo dopo i danni arrecati in Sicilia, Calabria e Sardegna dal ciclone Harry. Una logica in questa rimozione (almeno lessicale) c’è: “Se si ammettesse che c’è una chiaro legame con il riscaldamento globale, non si potrebbe allora prescindere da una seria politica di riduzione delle emissioni di gas serra”, spiega Leonardi. “Ma assistiamo invece alla tendenza diffusa di tirarsi fuori dai processi multilaterali che consentono di trovare accordi in questo senso: non puoi mica fare mitigazione da solo…”.
Nel Catanese, il giorno dopo il ciclone Harry. Strade invase dai detriti e case allagate
“Ancora una volta l’Italia rincorre le emergenze invece di prevenirle con azioni di mitigazione e adattamento”, rincara il presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani. “Il governo ha decretato lo stato di emergenza per i territori colpiti, ma resta il grande silenzio su come affrontare la crisi climatica in atto”. “Da tre anni”, sottolinea Legambiente, “il Paese attende l’attuazione del Piano nazionale di Adattamento ai cambiamenti climatici (Pnacc), dato che le risorse economiche necessarie per attuarlo non sono state mai state stanziate. Neanche nell’ultima legge di bilancio è stato inserito un riferimento al Pnacc”.













