Che meraviglia, la Francia. O meglio, che meraviglia Parigi, per una volta liberata dall'assedio quotidiano delle sue orride scatole su ruote, quelle auto moderne che sembrano uscite da un catalogo di elettrodomestici depressi, tutte squadrate, anonime, con quel design da discount globale che fa rimpiangere persino i tempi in cui le macchine puzzavano di benzina.

E invece, domenica scorsa, ecco la rivincita del bello, della passione, dell'immagine vera dell'automobile: una parata di 700 vetture storiche, un'invasione gentile che ha trasformato le strade della Ville Lumière in un museo a cielo aperto, dove il traffico non era un incubo ma un sogno a motore.

Immaginate: Citroën 2CV che saltellano come ranocchie felici, Renault 4L con quel loro fascino da utilitarie proletarie, Simca e Matra che sussurrano storie di rally dimenticati, Rolls Royce che planano con l'eleganza di un lord inglese in vacanza, Cadillac americane ruggenti come reduci di guerre hollywoodiane, e persino vecchi autobus parigini, quei mastodonti che un tempo trasportavano sogni urbani invece di turisti con lo smartphone in mano.

Non mancavano le motociclette ex polizia, con sirene silenziose che evocavano inseguimenti da film noir.