"Le caratteristiche della cerimonia di apertura sono" centrate "sul rispetto. Questo azzera i rischi di libera interpretazione. La scelta degli artisti si associa anche alla scelta delle performance, sicuramente su quel palcoscenico, al di là del vissuto di ogni artista, non ci saranno equivoci sull'indirizzo di carattere ideale, culturale e anche etico". Lo ha detto il ministro per lo Sport e i giovani, Andrea Abodi, delegato per la Struttura di missione per gli anniversari nazionali, una domanda sulla presenza di Ghali all'evento di Milano-Cortina, nel corso presentazione delle iniziative patrocinate dalla Presidenza del Consiglio dei ministri per il Giorno della Memoria.

"Non mi crea alcun imbarazzo non condividere il pensiero di Ghali e i messaggi che ha mandato ma ritengo che un Paese debba sapere reggere all'urto di un artista che ha espresso un pensiero che non condividiamo, che non sarà espresso su quel palco", ha sottolineato il ministro.

Una precisazione che nasce dalle parole di Noemi Di Segni, la presidente dell’Ucei, l’Unione delle comunità ebraiche italiane, e che fa anche riferimento alle polemiche per le parole di Ghali contro la guerra in Palestina dal palco di Sanremo. "È chiaro che spero che Ghali abbia ricevuto delle indicazioni o delle linee a guida" suol "ruolo che deve svolgere. Quindi spero capirà cosa deve fare in quel contesto e in quel momento", ha detto Di Segni rispondendo a una domanda sulla presenza di Ghali all'evento di Milano-Cortina - viste le posizioni espresse dal palco di Sanremo sul genocidio a Gaza - nel corso della presentazione delle iniziative patrocinate dal governo per il giorno della Memoria. "Sono fiducia che capirà cosa è chiamato a fare in quel contesto e in quel momento", ha aggiunto.