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In un post pubblicato (e poi rimosso) su Facebook Rocco Maruotti collega il recente omicidio da parte dell'Ice a Minneapolis con il ddl costituzionale sulla giustizia che verrà sottoposto a referendum. Poi il magistrato fa marcia indietro

La campagna elettorale per il referendum confermativo del 22 e 23 marzo s'infiamma sempre di più: gli schieramenti rispettivamente del Sì e del No si stanno oramai posizionando per cercare di convincere più cittadini possibili per approvare o respingere la riforma costituzionale della giustizia fortemente voluta dal ministro Carlo Nordio, ma spesso i toni possono superare il limite della realtà e della decenza. È il caso del segretario dell'associazione nazionale dei magistrati, Rocco Maruotti, al quale è stato attribuito un post su Facebook (immediatamente cancellato subito dopo) che, se fosse vero e autentico, avrebbe del clamoroso.

Nel provare indignazione per quello che è capitato negli Stati Uniti d'America, dove il 37enne è stato l'ultima vittima dell'Ice a Minneapolis - ucciso da agenti federali - Maruotti aveva pubblicato la choccante fotografia che ha fatto il giro del mondo commentando il fatto con queste parole: "Anche questo omicidio di Stato rimarrà impunito in quella democrazia al cui sistema giudiziario si ispira la riforma Meloni-Nordio". Il senso appare piuttosto chiaro e, di conseguenza, molto grave: Se a inizio primavera vincesse il "Sì" al referendum, anche in Italia ci sarebbe un serio rischio di una deriva americana, con i poliziotti che userebbero frequentemente le maniere forti.