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26 GENNAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 20:17
Un post sui social network espone a un fuoco incrociato di polemiche Rocco Maruotti, segretario generale dell’Associazione nazionale magistrati. “Anche questo omicidio di Stato rimarrà impunito in quella democrazia al cui sistema giudiziario è ispirata la riforma Meloni-Nordio. Giusto dire No”, ha scritto il leader del sindacato delle toghe, accostando la separazione delle carriere alla morte di Alex Pretti, ucciso da agenti dell’Ice a Minneapolis. Un post poi cancellato, con tanto di scuse da parte dell’autore: “Non ritenevo e non ritengo opportuno paragonare la situazione statunitense, che pure deve porre interrogativi importanti sulla tenuta dello Stato di diritto in tutto il mondo, con quella italiana. E pertanto mi scuso con chi vi ha letto un accostamento improprio – ha detto – La critica era rivolta a ciò che sta accadendo in questi giorni a Minneapolis e mirava a mettere in evidenza il fatto che il sistema accusatorio puro non rappresenta necessariamente un argine ad ingiustizie e gravi violazioni dei diritti umani come quelle che si stanno verificando negli Stati Uniti”.
Visto il clima da campagna elettorale per il referendum, però, l’occasione è stata subito sfruttata dal fronte del Sì per attaccare l’Anm. Si è esposto personalmente il ministro della Giustizia definendo il post “disgustoso” , attaccando Maruotti: “Ci auguriamo che la maggioranza dei magistrati cestini questo post nella pattumiera della vergogna. Esso offende Governo, Parlamento e chi amministra la giustizia”, ha detto Carlo Nordio, avvertendo inoltre che “un dialogo con simili indegni interlocutori sarebbe irrimediabilmente compromesso”. Poi, commentando le scuse di Maruotti, il guardasigilli ha parlato di “retromarcia grottesca e inaccettabile”.









