Minneapolis ha freddato con un colpo di pistola alla testa l’infermiere attivista Alex Pretti, ha aggiunto questo commento: «Anche questo omicidio di Stato rimarrà impunito in quella “democrazia” al cui sistema giudiziario è ispirata la riforma Meloni-Nordio. Giusto dire no».

Solitamente chi ha un ruolo pubblico sta attento a non spararla troppo grossa sui social, ma un magistrato con un incarico tanto importante dovrebbe essere ancora più prudente. E, invece, Maruotti, toga progressista di Area in servizio a Rieti, che cosa si è inventato? Ha associato un omicidio avvenuto a quasi 8.000 chilometri da Roma e che ha inorridito tutte le persone dotate di buon senso in ogni democrazia occidentale a una riforma che punta non certo a introdurre esecuzioni sommarie nel nostro Paese, ma a rimodulare in senso garantista il sistema giudiziario italiano, depurandolo dallo strapotere correntizio.

Che la giustizia in Italia sia fuori controllo è ormai assodato: ogni giorno, infatti, i tribunali ce ne forniscono prova. Ieri, per esempio, ne abbiamo avuto ampia dimostrazione grazie a due sentenze e all’esternazione di Rocco Maruotti, pm di Rieti che dal febbraio scorso ricopre l’importante ruolo di segretario dell’Associazione nazionale magistrati. Intervenendo a proposito della riforma voluta dal ministro Carlo Nordio, Maruotti si è lasciato andare a uno strampalato accostamento della situazione americana con quella italiana. «Anche questo omicidio di Stato resterà impunito in quella “democrazia” al cui sistema giudiziario è ispirata la riforma Meloni-Nordio». Maruotti ovviamente si riferisce alla morte di Alex Pretti, l’infermiere ucciso in Minnesota durante le proteste per l’espulsione di alcuni migranti. L’uomo, che si opponeva all’intervento della polizia, è stato colpito dai proiettili sparati dagli agenti dell’Ice e la sua morte ha scatenato indignazione e accuse.