C'è qualcuno che tra le toghe ha il coraggio di alzare il dito, isolato, e dire a chiare lettere che "l’Anm sbaglia" nella sua crociata contro il governo e la riforma della giustizia che in settimana ha incassato alla Camera il terzo dei 4 sì previsti in Parlamento.
"Noi magistrati dobbiamo rispettare le prerogative del Parlamento. Non possiamo ‘andare in battaglia’, come hanno detto alcuni autorevoli rappresentanti dell’Anm, contro un potere fondamentale dello stato quale è quello legislativo", spiega sul Foglio il giudice Andrea Reale, componente del Comitato direttivo centrale dell’Associazione nazionale magistrati, esponente del gruppo anti-correnti Articolo 101.
ANM, "CREATO IL COMITATO A DIFESA DELLA COSTITUZIONE" CONTRO LA RIFORMA DEL GOVERNO
È guerra: l'Associazione nazionale magistrati ha dato vita al "Comitato a difesa della Costituzione"...
Quella di Reale non è una battaglia nel merito, ma nella forma e nel principio. Resta "doveroso" per l'Anm, spiega, "portare avanti, sul piano del dibattito pubblico, una attività di sensibilizzazione sui tanti elementi negativi della riforma della separazione delle carriere e su quelli che possono essere i possibili aspetti positivi", ma contesta al sindacato delle toghe la decisione di istituire un Comitato per il No al referendum. Una scelta istituzionale che "dà la sensazione di una sorta di interventismo di tipo politico, estraneo a quella che è la funzione della magistratura in Italia, legittimando le critiche di opposizione politica e di esondazione dal proprio ruolo rivolte all’Anm".






