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Affondo del ministro sul caso del procuratore di Napoli. Poi la stoccata alla sinistra sulla riforma della giustizia: "È sicuramente antifascista"

"Nel suo documento sul caso Gratteri il Csm è riuscito a comprimere il massimo numero di espressioni contorte nella minima credibilità del loro contenuto". Così il ministro della Giustizia Carlo Nordio - secondo quanto si apprende - in merito alle dichiarazioni di venti membri sul caso delle frasi del Procuratore di Napoli Nicola Gratteri.

Poco prima il Guardasigilli in un'intervista sul Foglio aveva spiegato che la riforma della giustizia "ammesso che esistano ancora le categorie del fascismo e dell'antifascismo" "se vogliamo metterla su questo, è sicuramente antifascista. Ripeto, è una conclusione logica di un processo penale accusatorio voluto da un antifascista che ha rischiato la vita mille volte per la patria repubblicana e democratica". "E aggiungo anche un altro paradosso: questo codice di procedura penale voluto, ripeto, da Giuliano Vassalli è stato modificato, integrato, demolito decine di volte", ha proseguito Nordio. "Questo codice è stato snaturato proprio perché era incompatibile con la Costituzione". "E' stato lo stesso Giuliano Vassalli che, quando è andato alla Corte costituzionale, ha assistito, presumo, anzi ne sono certo perché ho parlato con lui a suo tempo, con sgomento alla demolizione del suo codice. Ma in realtà aveva ragione la Corte costituzionale, perché quel codice era incompatibile con la Costituzione"